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Le Lune

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Le nostre lune e gli antichi procedimenti del metodo biodinamico

Si basa sul mese siderale, della durata di 27 giorni e mezzo, ovvero del tempo impiegato dalla luna per compiere un giro completo intorno alla terra e tornare in congiunzione con una stella prefissata. In questo percorso la luna attraversa le 12 costellazioni dello Zodiaco, dando luogo alle fasi ascendente e discendente (da non confondere con crescente e calante). Nella fase ascendente , che va dal Sagittario al Toro, la luna favorisce la salita della linfa verso la sommità delle piante. Nella fase discendente, che va dai Gemelli allo Scorpione, favorisce lo sviluppo delle radici. Inoltre, l’ingresso della luna nelle costellazioni stimola 4 parti della pianta, ognuna delle quali individua un preciso gruppo di piante: da radice, quando passa attraverso le costellazioni di Terra (Toro, Vergine e Capricorno), da fiore, al suo passaggio nelle costellazioni d’Aria (Gemelli, Bilancia e Acquario), da foglie in quelle d’Acqua (Cancro, Scorpione e Pesci), e da frutto in quelle di Fuoco (Ariete, Leone e Sagittario). Da ricordare, infine, che gli orari sono astronomici, che tengono conto anche della precessione degli Equinozi e dell’ora legale estiva, e che le 12 ore precedenti e successive a Eclissi e Perigei sono inadatte a qualsiasi lavoro agricolo e per questo dette di “riposo”.

LA LUNA E IL VIGNETO

Testi tratti da un articolo Di Roberto Miravalle (esperto in coltivazione della vite). 

Perché il binomio luna vigneto evoca tempi scomparsi, riti tramandati nei secoli, proverbi popolari frutto di decenni di osservazioni e di menti argute. I «protocolli colturali» dettati dai lunari sono scientificamente provabili e riproducibili? Ad una stretta analisi probabilmente no. Però sono sicuramente il frutto di osservazioni centenarie che la tradizione verbale e scritta ci ha tramandato.

Dunque proviamo ad elaborare un lunario classico, iniziando dal primo mese dell’anno: «Chi pota a gennaio, pota al grappolaio» recita il proverbio, cioè la vite potata a gennaio porta molto frutto. La potatura si deve eseguire a luna calante. Però attenzione a dove operiamo: se il freddo è molto intenso, meglio sicuramente attendere la luna successiva. Senza andare troppo tardi, perché c’è puntuale l’ammonimento: «Luna o non luna pota de marzo, si tu vu’ l’ua», oppure «Chi nel marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia» (cioè chi non lo fa ora non potrà farlo più). Rafforzato immediatamente da un draconiano «Vigna ad april potata ha mai sete al vignaiol levata» o, ancora, «Se vai a potar d’aprile, contadino, molta acqua beverai e poco vino».

Perché la tradizione consiglia di potare in luna calante?

In questo periodo la circolazione della linfa sarebbe ridotta, quindi avremo un «pianto» ridotto. Il pianto è legato all’incapacità della vite di cicatrizzare le ferite, la chiusura dei vasi avviene solo per la morte dei tessuti prossimi al taglio. Se questo avviene con luna crescente, la linfa, richiamata dall’attrazione lunare, fuoriesce più abbondante, indebolendo la pianta stessa. Stessa regola per gli innesti di fine inverno: è più facile ottenere un buon attecchimento operando in luna calante con ciclo linfatico rallentato. Anche le lavorazioni del terreno sono propiziate dall’astro in fase calante.

La luna crescente, invece, predispone ad una buona riuscita degli impianti; buona la luna di febbraio per il centro-sud, meglio aspettare quella di marzo al nord. Ma sempre in luna crescente si può ancora procedere a nuovi impianti in aprile. La potatura verde si deve fare con la luna calante di giugno. In questa fase si può anche procedere ad un certo controllo della produzione, eliminando i germogli doppi o quelli molto deboli. Non attraverso il diradamento dei grappoli, però, pratica da rimandare ad inizio invaiatura. Ulteriori interventi al verde estivi sono da eseguirsi in luna calante, come pure le lavorazioni superficiali del terreno. Sempre seguendo la stessa regola, il diradamento dei grappoli si effettuerà nella luna calante di agosto (o di luglio se la luna è «bassa») e si scasseranno i terreni per la preparazione dei nuovi impianti.

A settembre bisognerebbe aspettare la luna calante prima di procedere alla sfogliatura pre-vendemmiale. La luna calante è propizia alla conservazione, quindi le uve da tavola si raccoglieranno in questa fase.

La luna calante e la vendemmia.

Per la vendemmia si predilige la fase calante naturalmente, come per tutte le operazioni di asportazione. Quindi per facilitare la memorizzazione potremmo divedere le operazioni in «asporto» (potatura secca e verde, sfogliatura, vendemmia ) da eseguirsi in fase lunare calante, come tutte le operazioni al terreno e gli innesti di fine inverno. Si opererà invece in luna crescente per propiziare la crescita, quindi nuovi impianti, trapianti e interventi di propagazione (margotte, talee ed innesti estivi).

L’Azienda

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L’azienda agricola, con oltre 18 ettari di estensione, è il cuore del nostro lavoro, ed è nei meravigliosi terreni di proprietà della famiglia Calce che nasce, nel 1800 a Galluccio, comune dell’alto casertano, la nostra storia.

Sin da originaria memoria, la nostra tenuta si è sempre caratterizzata per la produzione di prodotti agricoli. Agli inizi del 1900 fu il capostipite Leonardo Calce, da cui prende il nome l’attuale azienda e la Tenuta, a decidere di incentrare l’interesse economico e produttivo della famiglia, nella produzione di uve, implementando giovani vigne e decidendo di destinare solo una porzione dell’intera tenuta alle altre coltivazione di castagne ed olive.

Alla fine degli anni 2000, precisamente dal 1994, quando con la scomparsa di papà Leonardo, fu Pasquale primogenito di famiglia, ad assumere le redini della conduzione aziendale, occupandosi appieno della direzione sia del fondo che della gestione della Tenuta.

Attualmente l’azienda, in piena fase di evoluzione produttiva, si è dedicata alla ricerca e selezione delle migliori uve campane, garantendo con il proprio marchio i suoi primi quattro vini.

Il nostro gruppo è fondamentalmente una grande famiglia, che un giorno di qualche anno fa’ decise, intorno ad una tavola pasteggiando con un buon vino, di dar vita ad un importante progetto.

Una sfida professionale, che rinverdisce l’originaria storia della famiglia Calce e che si ripromette, partendo dalla tenuta e dalla sua vigna,  di coronare un sogno, CRESCERE E FAR CRESCERE UN GRANDE VINO!

A Pasquale Calce, titolare dell’azienda, si affiancano Gianfranco Calce e Antonio Marandola, responsabili delle coltivazioni, e Giacomo Mignacca , amministratore commerciale dell’azienda e responsabile delle varie fasi della produzione.